Giornata “Si”… Giornata “No”…

Atom BombIeri ho avuto una giornata da dimenticare… A volte capita che ti vadano le cose storte e l’unica cosa che vuoi fare è obliare il più rapidamente possibile il ricordo di un evento o di una serie di molteplici eventi…
Vengo al dunque, dopo mesi di studio su una materia, ieri è arrivato il momento della verifica…

Con quattro ore di sonno sulle spalle, 32° gradi di temperatura esterna e con il 80% di umidità mi sono accinto a sostenere un esame. Sono arrivato in facoltà, sudato a mollo, alle 14 meno un quarto, un ottimo orario per fare un esame.. 🙁
La classe si trova ma è vuota.. anomalo.. hanno spostato la sede d’esame… chiedo in portineria… aula A1.. ok.
Prendo il foglio con i due quesiti, penna, libretto e fogli bianchi, leggo il testo del primo esercizio: 11 punti, fattibile. Do una rapida occhiata al testo del secondo esercizio: 19 punti.. mi sento completamente spiazzato..
Il numero di punti minimo da totalizzare per essere ammesso all’esame orale è 14, va da se che qualcosa del secondo esercizio deve esser fatta..
Non so quanto tempo ho a disposizione.. 1h e 30 min forse 2h.. Svolgo il primo esercizio nei primi 15-20 minuti.. Ne avevo fatti parecchi e mi sentivo sicuro su quella tipologia di esercizio quindi sono andato spedito.
Avete idea di che cosa può essere vedere trascorre il tempo senza riuscire a venire a capo di un esercizio? Solo stress, nervi e frustrazione.
Molti ragazzi abbandonano l’esame senza consegnare, nel giro di 30 minuti il numero degli studenti in aula è dimezzato..
Nel frattempo il professore va interrogando studenti che avevano sostenuto l’appello precedente.. Domande facili, sempre uguali.. con un pò di furbizia ascolti l’orale dei ragazzi prima di te e capisci cosa ti chiederà il professore, lo ripassi per esser più sicuro e sei tranquillo..
Solo che io devo fare lo scritto.. non l’orale!!!
I ragazzi non riescono a rispondere, girano attorno alla risposta, ciò nonostante, a colpi di pedate sul sedere, passano l’esame.. Li invidio, sono in grado di rispondere senza difficoltà alle domande che il professore gli sta ponendo ma sono bloccato da un esercizio di 19 punti che non mi lascia scampo.
Svolgo alcune cose dell’esercizio, finisce il tempo, consegno, scendo nel cortile della facoltà, mi butto per terra, sto così per mezzora, poi trovo il coraggio di chiamare casa. Lunga conversazione con mia madre che mi rinfranca e mi rassicura.. Sono a pezzi.. non riesco a camminare per il poco sonno e la fame che ho.. con fatica raggiungo casa e collasso nel letto.

Dormo dalle sei del pomeriggio fino alle dieci di sera, perché svegliato dalla telefonata di mio padre.. Svegliandomi mi accorgo che, nella posizione in cui stavo dormendo, la circolazione al braccio è praticamente bloccata e mi ritrovo con la spiacevole sensazione di avere un arto completamente anestetizzato.. SHIT!
Converso con mio padre, mi trova distrutto e si preoccupa, cerco di rincuorarlo ma non ci riesco molto bene… il mio coinquilino mi chiede se voglio mangiare.. e cosi mangio con lui.. poi ci guardiamo un film, un action movie, di quelli che richiedono 4 massimo 5 neuroni per essere seguiti.. La cosa mi sta bene perché sono troppo stanco per un film impegnativo..
Anche lui oggi ha sostenuto un esame ed è nelle stesse mie condizioni; esame di lingua spagnola: superato.
A film finito, cercando di dimenticare questa giornata di merda, crollo di nuovo nel letto.
Al momento in cui sto scrivendo non so ancora se sono stato ammesso all’orale..

Ieri è stata una giornata “SI” per una mia cara amica di Trapani che si è sposata.. Ci conosciamo da nove anni, ho cercato di rintracciarla per farle gli auguri ma è chieder troppo cercare di trovare qualcuno della sua famiglia che risponda al telefonino… che squilla a vuoto e poi si spegne miseramente…

1 pensiero su “Giornata “Si”… Giornata “No”…

  1. Con la bellezza di 40 inscritti all’esame, di cui solo nove hanno consegnato, sono stati ammessi all’orale solo quattro, io non sono tra questi quattro..
    Per fortuna il 26 sono a casa e mi riposerò un poco.. per l’esame… bhe ci rivediamo a settembre caro professore…

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