Alessitimia

Profilo imbavagliatoEstratto dallo spettacolo “Reperto RAIOT” di Sabina Guzzanti.

Alessitimia, che letteralmente significa “sentimenti senza parole”, consiste proprio nell’incapacità di verbalizzare le nostre emozioni. Chi ne soffre non riesce a parlare di quello che prova, non tanto perché ci sia un blocco emotivo, ma proprio a forza di imitare modelli esterni, non si riconosce più se stesso come se stesso. Soffri ma le tue emozioni non le riconosci e non ne puoi parlare; stai male, vai dallo psichiatra e non sai che dire; paghi, e stai ancora peggio.
Siamo tutti malati in verità, chi più chi meno.
Ma è normale che ci siano dei disturbi del linguaggio in un Paese che considera reale solo la televisione che è un luogo che ci rimanda continuamente un’immagine di noi stessi, in quanto persone comuni sempre più squallida e sempre più umiliante. Quello che noi impariamo a fare automaticamente per difenderci, in un qualche modo, è imparare a godere masochisticamente di questa umiliazione. E se invece a qualcuno capita di pensare: “a me veramente non sembra di essere come quei mentecatti la dentro”, il messaggio che ti arriva è che allora hai un problema molto, molto più grosso di quello che hanno tutti gli altri. Vero o no?

Il testo si commenta fin troppo bene anche da solo. Ho voluto pubblicare questo piccolo pezzetto di spettacolo perché leggendolo possa fare riflettere.

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