Riserva naturale orientata dello Zingaro

Foto scattate con EOS 400D.
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Riserva naturale dello Zingaro, panoramica da San Vito Lo Capo

Riserva naturale dello Zingaro

Riserva naturale dello Zingaro

Riserva naturale dello Zingaro

Riserva naturale dello Zingaro

Maggiori informazioni su Wikipedia: Riserva naturale orientata dello Zingaro.
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Alessitimia

Profilo imbavagliatoEstratto dallo spettacolo “Reperto RAIOT” di Sabina Guzzanti.

Alessitimia, che letteralmente significa “sentimenti senza parole”, consiste proprio nell’incapacità di verbalizzare le nostre emozioni. Chi ne soffre non riesce a parlare di quello che prova, non tanto perché ci sia un blocco emotivo, ma proprio a forza di imitare modelli esterni, non si riconosce più se stesso come se stesso. Soffri ma le tue emozioni non le riconosci e non ne puoi parlare; stai male, vai dallo psichiatra e non sai che dire; paghi, e stai ancora peggio.
Siamo tutti malati in verità, chi più chi meno.
Ma è normale che ci siano dei disturbi del linguaggio in un Paese che considera reale solo la televisione che è un luogo che ci rimanda continuamente un’immagine di noi stessi, in quanto persone comuni sempre più squallida e sempre più umiliante. Quello che noi impariamo a fare automaticamente per difenderci, in un qualche modo, è imparare a godere masochisticamente di questa umiliazione. E se invece a qualcuno capita di pensare: “a me veramente non sembra di essere come quei mentecatti la dentro”, il messaggio che ti arriva è che allora hai un problema molto, molto più grosso di quello che hanno tutti gli altri. Vero o no?

Il testo si commenta fin troppo bene anche da solo. Ho voluto pubblicare questo piccolo pezzetto di spettacolo perché leggendolo possa fare riflettere.

Serata al bocadillo

Bocadillo WallSerata di fine agosto al bocadillo, un pub di casa mia con i miei amici. Guardandomi intorno vedo solo facce sconosciute. Un estraneo a casa propria, questo è quello che sono diventato dopo troppi anni di studio fuori sede. Mi comincio a chiedere quale sia la mia vera casa: sindrome da sradicamento, essere e sentirsi un alieno in casa propria, solitudine, rapporti a distanza ingestibili. Questo senso di vuoto che non ti lascia più, come un sapore amaro che ti accompagna tutto il giorno, fino al momento del sonno. E’ un attimo e la mente già si staglia in volo tra immagini e mondi surreali, dimentica dei problemi che svaniscono come la nebbia portata via dal vento. Ma è solo un palliativo, una fuga dalla realtà e il domani è un giorno uguale al precedente.
Anche un telefono che non squilla e un messaggio che tarda troppo ad arrivare non aiutano.
Forse sono solo al posto sbagliato con la musica sbagliata. Si, sicuramente è così, lo deve essere! E’ solo una serata pacco al bocadillo… :-P


La routine uccide la creatività, toglie la voglia di fare. Se oltretutto alla routine si aggiunge l’aridità dei luoghi e delle persone si comincia realmente a pensare che il problema siamo noi e non chi ci circonda. Se pensi diversamente il messaggio che ti arriva è che allora hai un problema molto, molto più grosso di quello che hanno tutti gli altri.

Giulio Tranchida

Out of time

Ho una macchina fotografica posata in uno scaffale della mia libreria nella mia stanza.
Per prenderla non devo nemmeno fare lo sforzo di alzarmi dalla sedia, mi basta allungare il braccio per averla in mano. È pronta per scattare foto in qualsiasi momento, ma sono mesi che non la tocco..
Sono mesi che non scatto una foto, che non scrivo, che non disegno, che non leggo un libro di narrativa.
Stare a Pisa mi uccide.. i pensieri, la creatività… questa città mi aliena.
Dopo sette mesi che non scendo a casa ho il bisogno viscerale di tornarci, di vedere i luoghi a cui la mia anima appartiene, di immergermi nei colori della mia Sicilia: il blu del mare e il giallo dei campi secchi, il rosso delle tegole dei tetti delle case.
Qui il tempo mi scorre addosso, pesante e torbido come l’arno. Ho bisogno di andare verso acquee cristalline e pure.

– Borderline –