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Il lento tamburellare di una matita sul tavolo rompe il mio silenzio come un grido nella notte. Da solo nella mia casa, nelloscurit
penso.
Voci lontane della notte arrivano al mio orecchio come leggeri sussurri. Leggera, la luce della strada filtra dalla finestra producendo sulle pareti delle infinit di ombre.
Ora sto guardando dalla finestra sulla strada, un brulicare di persone che si accalcano nelle bancarelle dei sobborghi di Marrakech. Queste persone passando e ripassando
dagli stessi posti, dalle stesse strade, degli stessi vicoli marcano il loro territorio, la loro esistenza si ferma l. La mia casa rompe del tutto il silenzio chiedendomi se
qualcosa non vada. Non rispondo, ma il mio volto si fa pi triste. Un messaggio rumorosamente annunciato dal computer. Nulla di importante, un messaggio senza senso
qualcuno era on-line.
Mi immergo nella mia realt virtuale. Era un programmino che avevo creato, a tempo perso, quando volevo correre in macchina senza una meta precisa
Sono in macchina, notte sto viaggiando su delle sopraelevate che portano verso linfinito e lignoto. Una ragazza fa lauto stop
(?) (Non vi erano ragazze nel mio programma) Chi ? La faccio salire. Mi ringrazia. Le chiedo chi sia.
- Chi sei?
Dice di chiamarsi Naima.
- Mi chiamo Naima
Mi dice di essere entrata nel mio programma per modificarlo o per lasciare un messaggio, tanto per ricordare la sua presenza, un po
come facevano i vecchi haker. In seguito vedendo me e questo mio mondo aveva provato una grande sensazione di solitudine, di vuoto e aveva deciso di conoscermi, forse, anche
aiutarmi.
- Sei solo triste hai bisogno di aiuto
Nel frattempo il paesaggio era cambiato. La macchina adesso si divincolava tra gli incroci di alcune strade di campagna. Le chiedo
cos', se un virus, unallucinazione o una persona reale. Mi risponde che reale: unaquila che sta volando nella rete e che si collegata al mio computer.
- Sono unaquila, tu invece chi sei ?
- Io ? io non lo so pi chi sono sono un programmatore forse non lo so pi il mio nome lho perduto, dimenticato LOST IM LOST
La guardo, non stupita da quel che le ho detto.
Solo adesso la stavo guardando veramente, solo adesso mi stavo accorgendo della sua bellezza, una bellezza rara e delicata sconvolgente forse forse perfetta.
Strano mi sarei aspettato unaltra reazione
Ripenso a quello che mi ha detto credo che abbia perfettamente ragione! Strano come una perfetta sconosciuta riesca a leggere dentro di me cos facilmente.
Una lacrima singrossa e scivola da uno dei miei occhi, sto piangendo abbracciato a lei. Naima mi sta consolando come una madre consola il proprio figlio.
Scendiamo dalla macchina. Ci stiamo dirigendo verso un cottage. Apro il cottage con le chiavi che avevo in tasca.
Dentro di me riflettevo sull'irrealt di ci che mi stava accadendo Appena richiusi dietro di me la porta fummo proiettati di fronte lentrata
di un pub di Bombay city. Linsegna, appena leggibile, diceva: ,
il nome del bar, invece, era .
Una volta entrati: voci, caos, profumi e mormorii invasero tutti i miei sensi. Le note di una leggera e piacevole musica scorrevano velocemente
sulle corde di uno strumento a me sconosciuto.
- Hai bisogno di non isolarti, la solitudine non fa bene alle persone. Vieni! Questo il
mio mondo.
Nonostante fosse la prima volta che entravo in questo pub e dunque non conoscessi per nulla questo luogo, mi trovavo a mio agio qui
insieme a Naima.
La seguo.
Nel frattempo mi stupisco di me stesso: dove sono? Chi sono? E per qual motivo sono qua, con questo bellissimo fiore di luna? E dove stavo andando con lei?
Tutto ci che mi era attorno quei luoghi: il cottage, il bar esulavano dal mio programma, non capivo perch avevo preso, dalle mie tasche, con noncuranza, le chiavi del
cottage e perch non avevo timori di quei luoghi a me del tutto estranei...
Ci sediamo su un tappeto di seta, molto raffinato. Quasi subito ci fu servito del te e messo a nostra disposizione un narghil, che per altro non usammo. Sorseggio
piacevolmente il mio te, mi distendo sopra il tappeto e sopra i cuscini che avevo accanto. Naima si distese accanto a me dandomi la sua mano. Le sue labbra si posarono sulle
mi guance, poi sulle mie labbra. Mi stava baciando. Risposi al bacio. Non dur a lungo ma fu qualcosa di stupendo, di indescrivibile Quando il bacio fin, poggi
delicatamente il capo sul mio petto e l si addorment. Dopo un po spar. Mi ritrovai nella mia macchina, viaggiando nelle sopraelevate che portano verso linfinito, pi
scombussolato che mai.
Era sparita.
Un uomo dal fare furtivo si avvicina cautamente a me e alla macchina. Chi costui?!
- Ti vedo gi amico vuoi alzarti la pressione con una bella paranoia quasi nuova?
Cazzo! Un venditore di paranoie: l'ultima persona che avrei voluto incontrare!
- Senti amico tu non esisti, io non esisto, nulla di tutto questo esiste: quindi non so che
farmene delle tue paranoie!
- Ok! compro paranoie: quanto vuoi per la tua?
- Non vendo e non compro. Vattene!
Lo sto guardando diritto negli occhi, con fare minaccioso e aggressivo, lui dopo alcuni secondi va via ritornando rapidamente su i
suoi passi.
- Ok! Come vuoi, contento tu.
Riflettei un po su quello che mi era appena accaduto senza raggiungere ad alcuna conclusione, dopodich riemersi dalla realt
virtuale. Era passato un giorno. Avevo fame, mi feci preparare un pasto veloce dalla mia casa

Certe volte vorrei piangere.
Un lento pianto liberatorio Un pianto che mi liberasse di tutto e di tutti Ma non vi riesco, forse non vi sono mai riuscito Non pi lagrime per sul serio piangereSto
navigando in un mare scuro Altre volte ne ero uscito, ma questa volta non avevo pi stelle nellanima Non so se vi mai capitato ti svegli al mattino e il tuo solo
desiderio quello si sprofondare di nuovo nel buio, meglio senza sogni, comunque non ricominciare a vivere
Non so dove siete in questo momento, ma provate a pensarci: il vostro sangue diventato denso, come catrame, i pensieri giacciono al suolo come uccelli morti, il respiro
sospesoInutile negarlo: mi ero perduto. LOST IM LOST
Nuovo messaggio, stessa scritta: Naima is on-line. Rapidamente mi reimmergo. Sto fluttuando nel vuoto, non sento freddo, sto bene,
sto aspettando di essere connesso al server principale. Sono una telefonata che squilla nel vuoto. Adesso la mia temperatura corporea scesa, il freddo che sento provocato
dal rallentamento del mio metabolismo, mi metto una coperta di lana sulle spalle.
- Jimi vuoi che aumenti l'emissione di calore dei pannelli termici?
- ? Si, grazie.
Fuori nevica, ascolto il leggero rumore che cade, adesso non vi sono pi persone che affollano le vie della citt. E' tardi,
il server mi ha finalmente dato l'accesso, sono all'interno della rete: raggi di energia passano istantanei intorno a me, sono proiettato
dentro un tunnel, divento anche io un fascio di energia e vengo lanciato alla fine di tutto questo...
Sono nuovamente dentro il pub di
Bombay city. Questa volta il mio computer a casa, secondo per secondo, registra ogni cosa e ogni particolare. Questa volta riconosco lo strumento
suonato: un piano e Joystick il pianista. Accanto, Naima ammirava la sua bravura. Saluto calorosamente Joystick e invito subito Naima
a ballare il valzer appena iniziato. Stiamo danzando seguendo il ritmo cadenzato della musica, isolandoci da tutto e da tutti. La musica,
Naima e lo sguardo benevolo di Joystick sono lunica cosa che vedo. Il resto del pub diventato sfumato non voglio guardare le persone
che lo affollano non mi interessa. Per nulla stanchi, ma sicuramente molto pi uniti e felici di prima ci fermiamo alla fine della musica
e ci riavviciniamo a Joystick
- Ehi! Jimi che hai fatto in tutto questo tempo? Era tanto che ti aspettavamo!
Alle sue parole risposi con un sorriso sincero e riconoscente.
La prima volta che avevo visto Naima, forse perch non la conoscevo, forse perch aveva un carattere introverso, (era sfuggente) avevo provato una sensazione di paura mista a
curiosit e attrazione, ma adesso la sentivo amica, nulla mi sembrava ostile in quel momento: stavo bene!
- No, non avere pi paura Jimi perch non sei pi solo, tu non sei mai stato solo: i tuoi
amici sono sempre stati con te.
Aveva risposto ai miei pensieri Nel frattempo Joystick con estrema semplicit e perizia stava rullando una Blue Moon
In un flash di lucidit, forse ripensando allinsegna del locale, forse pensando alla mia vita, mi chiesi cosera la pazzia. A questa domanda quasi senza senso risposi con
estrema razionalit. Era il caos, leccesso, labbandonarsi agli istinti pi irrazionali. Ero un folle?. Si ero un folle, ma insieme ad altri folli e nella pazzia generale,
di questo pub, di questa citt, degli uomini, di questo secolo, di questa vita: passavo inosservato.
Stavolta tra la piacevole musica, gli effetti del fumo, il dolce profumo della pelle di Naima, fui io ad addormentarmi. Mi risvegliai, nella vita vera, sul mio divano, col
casco virtuale per terra che emetteva ancora impulsi, ma non vi era pi nulla da vedere. Era lalba, il sole stava sorgendo e volli soffermarmi alla finestra per ammirarne la
bellezza: che immagine stupenda! I suoi splendidi raggi stavano, pian piano, illuminando tutta la mia casa, come qualche ora prima avevano fatto le luci della strada. Rimasi
l ad ammirare quello spettacolo a lungo. Era pi di un anno che non vedevo sorgere il sole
Riesaminando quello che il computer aveva registrato mi accorsi di quante cose mi erano sfuggite. Piccoli particolari, sfumature, cambiamenti repentini dello stato danimo
delle persone, delle scene, e dei personaggi. Osservando dallesterno le immagini che mi apparivano e comparandoli con quello che stavo ricordando, potei vedere due realt:
quella dei miei ricordi, intrisa dalle mie emozioni, e quella che pu guardare uno spettatore di un film. Si stava descrivendo la stessa scena ma da due punti di vista e
conclusioni differenti. Ritornai a guardare il sole, che nel frattempo si era fatto pi alto. tra le tante immagini che avevo visto al monitor una mi aveva profondamente
colpito e turbato, era lo sguardo che, per un attimo, si era dipinto sul volto di Naima. Era lo sguardo di chi ha conosciuto la sofferenza. Feci una copia di tutto su dvd e
usci di casa volevo ritrovarla.
Scesi nella strada e vidi Corvo Rosso nel suo tass che aspettava. Salii su e lo salutai.
- Buon Giorno signore, come sta? Dove la porto di bello?
- Passiamo sulle sopraelevate. Sto cercando una persona.
- Dove?! Ma pericoloso signore! Si rischia la pelle la!
Le sopraelevate. , la prima volta che avevo incontrato Naima era stato lass, certo era stato nella realt virtuale, chi ormai
riusciva pi a discernere ancora le due realt? Bisogna avere un profondo senso della realt, una coscienza superiore per distinguerle. Inquietante.
- Poco importa. Io ci devo andare, ti pagher il doppio ma ora andiamo.
- Daccordo signore come vuole lei. Ts! Artisti! Ma proprio a me doveva capitare
Passammo quasi fin troppo velocemente dalle sopraelevate senza incontrare nessuno, ero deluso, un po triste e preoccupato per quel
volto che come il mio avevo visto soffrire.
- Dove andiamo adesso signore?
- . a Marrakech, 127 Bloody Sunday Street.
Finita la corsa Corvo Rosso se ne and dicendomi:
- Spero che trovi quello che sta cercando signore
e rapidamente and via divincolandosi tra le strette vie della citt.
Joystick indaffarato, immerso completamente nel su far nulla, viaggiava in un programma di realt virtuale. Dalle immagini che apparivano sullo schermo potevo vedere quel che
stava facendo: certo che ne aveva di fantasia! Si volt tolse il visore e mi salut.
- Jimi che fai qui?
- Dopo ieri sera ho sentito il bisogno di incontrarti e di parlare, non sto passando uno dei miei migliori momenti A te invece come va?
- Be adesso con le mie nuove telecamere sony a colori molto meglio.
- Ti ho portato un piccolo regalo, sono sicuro che lapprezzerai
- (?!) Cos?
- Un piccolo virus, creato da me, non distrugge, non nuoce, non si fa scoprire, modifica i sistemi e ti da laccesso a qualsiasi computer e interagisce positivamente con
chi lo sta usando proteggendolo dai devils, ma anche ben altro
Nel frattempo le persone avevano cominciato ad affollare le vie sotto lappartamento di Joystick e i loro mormorii penetravano dalla
finestra che dava sulla strada. E davvero strano poter guardare tutto questo brulichio di persone che si accalcano, che comprano, che vendono, che vivono. Musiche arabe si
mescolavano alle voci di quella folla, era un miscuglio di persone di etnie, di classi diverse e di vite lontane. Odori di incenso, tabacchi, spezie, frutti esotiche, dolci
si mescolano con i suoni dei computer sparsi tra le vie...
- un virus molto sottile insomma, usalo con attenzione e non venderlo troppo
pericoloso, soprattutto, nelle mani sbagliate. Se sei a corto di aku non ti preoccupare chiedi pure a me Prima di venire qui da te sono passato dalle sopraelevate per
cercare Naima ma non lho trovata (Cambiamento di tono) Quando lo uso esprime tutti i miei sentimenti e li fa percepire agli altri, quasi come una macchina della verit ma
a doppio taglio, poich percepisco anche io i loro
- Forse potremmo trovarla on-line.
- Si. Lo penso anche io
Infilammo rapidamente la tuta, i guanti e il casco e ci connettemmo.
Sound
Veniamo sparati a una velocit oltre i limiti del suono siamo dentro un tunnel di energia. Immagini di realt parallele si infrangono contro di noi, acceleriamo ancora di
pi, le immagini diventano confuse e indefinite. Sentivo su ogni parte del mio corpo gli effetti di quella eccezionale velocit che avevamo raggiunto: avevo la sensazione di
essere stato smaterializzato, disciolto come se ogni particella del mio corpo fosse esplosa polverizzandosi e il vento le avesse disperse dappertutto. Avevo la splendida
sensazione di essere in ogni luogo e in nessun luogo. Siamo penetrati in unimmagine, di tutti i mondi infranti siamo entrati nellunico che in quellistante ci apparteneva.
Bazar Le Aquile, solo per pochi, biglietto dingresso: il cervello! La scritta era cambiata e quello che ci chiedeva era un po eccessivo
Mi importava poco di quello che mi sarebbe potuto accadere, non avevo pi voglia di continuare questa esistenza che fin a questo momento era stata sprecata, oltretutto, la
morte non mi aveva mai fatto paura. La morte loblio eterno, nessun dolore, nessun pensiero, nessuna emozione, nulla di nulla: perch averne paura? In ogni caso non avevo
nulla da perdere. Vi un altro tipo di morte che invece temo: quella interiore, sei vivo fisicamente ma interiormente sei sterile, non dai frutti, sei morto, sei uno zombie.
Guardai Joystick, che mi fece cenno di s, ed entrammo nel locale. I contorni e i confini stessi del pub non erano definiti, sembrava che non esistesse una fine, le persone
stesse non erano distinguibili, erano sfuggenti, le forme e i colori di ogni oggetto e di ogni cosa si mischiavano continuamente creando uno spettacolo indescrivibile. Un
brivido di vuoto e solitudine mi pervase. Nel frattempo un pianto straziante di una bambina, che si era perduta, irruppe dalla strada nel bar. Vedendo che nessuno allinterno
del pub si alzava per aiutarla uscii e la presi in braccio dicendole di non piangere pi e rientrai insieme a lei. La bambina sorpresa smise di piangere e mi regal un
candido sorriso.
A quel sorriso avevo provato una sensazione di paura mista a disagio, inconsciamente avevo avvertito un pericolo.
Non avevo torto, un messaggio dindividuazione di un devils era stato lanciato dal nostro computer. Io e Joystick ci guardammo: avevamo capito tutto, la bambina era il
pericolo rilevato dal computer era lei il devils!
Stavamo giocando col fuoco
- WARNING! DEStrOYING VISUAL ILLUSION RELIVED WARNING! WARNING!
Attivammo tutti gli schermi di protezione e soprattutto, il mio virus
- Sei Jimi, non vero? E stai cercando Naima?
- Si Ma
- Vieni con me ti ci porter
Il virus disturbava il devils era come se si stesse contorcendo
La sua immagine prima in bianco e nero, poi nuovamente a colori, appariva come i primi ologrammi, i quali essendo imperfetti tremavano come un monitor mal sintonizzato. Righe
orizzontali tagliavano in pi parti limmagine della bambina, la quale ripeteva gesti e movimenti come un vecchio disco in vinile inceppato si vedeva che stava soffrendo
Ci ritrovammo dentro un ascensore il quale aveva circa un centinaio di pulsanti, che al posto dei numeri, avevano delle scritte curiose
applicate su ognuno di essi. era
una delle tante scritte che si potevano leggere. Incuriosito pigiai quel pulsante. Lascensore si mise in moto e and al piano selezionato,
le porte si aprirono e lo scenario si trasform: il pavimento mut in sabbia purissima, lo sfondo del pub divent il mare senza fine e il tetto fu il cielo,
lascensore si dissolse dietro di noi. La bambina ci salut e corse via tra le dune della spiaggia ridendo. Cercava, forse, di fuggire, poich se fosse rimasta
con noi sarebbe stata completamente distrutta ma ormai era tardi
Un pescatore su un piccolo molo di legno osservava le onde del mare e linfinito dellorizzonte, aspettando seduto che i pesci abboccassero al suo amo. La bambina corse verso
di lui gli diede un bacio e lo abbracci, luomo la fece sedere sulle sue gambe: era suo padre. Ora, entrambi, padre e figlia, osservavano il mare e i suoi flutti che
sinfrangevano contro il piccolo molo.
IL virus che avevamo lanciato comp il suo effetto: la bambina e luomo sparirono allistante polverizzandosi in migliaia di pixel.
Stavo meglio. La sensazione di inquietudine e di paura era svanita insieme a quellimmagine.
- Devi fare il vuoto dentro di te Jimi, non devi pensare a nulla, devi essere come lacqua,
devi scorre limpido e senza pensieri. Ricordati che i devils leggono dentro di te, conoscono le tue emozioni, i tuoi desideri, le tue paure e le usano contro di te.
Ricordati: loro vogliono il tuo cervello!, tu non devi giocare con loro Jimi
I rumori delle onde del mare e del volo dei gabbiani invadevano i nostri sensi.
- Cos per te lanima Joystick?
- Amico mio! Pretendi troppo da un pazzo pianistaIn ogni modo visto che tinteressa la mia opinione, ti affermer che anima
tutto ci che di buono ha luomo, nella nostra gentilezza vi anima, cos anche quando confortiamo, animiamo, gioiamo.Nella nostra condizione attuale luomo raramente
esprime la sua vera anima, la nasconde dietro egoistici desideri fini a se stessi e questo un peccato.
- si questo, purtroppo, fin troppo vero! Hai ragione mio caro amico
Ci fermammo pi volte a guardare il mare e a raccogliere conchiglie camminando sul bagnasciuga prima di incontrare qualcuno. Era
tardi, il mare si stava facendo pi calmo, la luna piena era alta nel cielo e le stelle, pian piano, cominciavano a sorgere. Accendemmo un fal e ci mettemmo attorno per
riscaldarci, di l a poco arriv Naima che ci salut e ci chiese cosa facevamo.
- Ciao ragazzi, cosa fate?
- Ciao bella, ti stavamo cercando, dove sei stata?
- Ero sopra la rete tra lorizzonte e linfinito
- Ieri sera ho sognato. Erano ormai due anni che non sognavo, la cosa
strana. La cosa strana che ho provato emozioni, emozioni davvero
forti, quasi reali. (Io)
Quando il sogno fin e mi svegliai non ricordavo pi nulla di ci che avevo sognato, solo dopo un po minuti riuscii a ricordare
alcune parti di quel sogno. La delusione di scoprire che avevo solo sognato fu massima tuttavia nello stesso istante lavevo dimenticata e fui sorpreso di aver provato delle
sensazioni cos profonde paragonabili solo a quelle che si possono avere nella realt. Chiss se il sogno non sia altro che una realt parallela nella quale noi possiamo
essere ci che vogliamo poich noi siamo padroni delle nostre fantasie. La realt virtuale non altro che un sogno durante il quale noi interagiamo con altre persone e siamo
coscienti e memori di ci che ci accade, diversamente dal sogno nel quale noi dimentichiamo tutte le nostre azioni. Credo che luomo abbia bisogno di vivere realt diverse da
quella reale, forse per questo adesso mi ritrovo immerso in questa realt virtuale, luomo sente il bisogno di distrarsi, di svagarsi, di estraniarsi e di andare oltre.
Joystick aveva iniziato a suonare e cantare con la sua chitarra, dilettandoci con la sua musica, in questa notte di fine estate, di fine secolo. Guardando attentamente le
fiamme rossastre del fuoco mi rilassavo: il fuoco su di me aveva avuto sempre una azione ipnotizzatrice. Losservare le fiamme, lascoltare gli scoppiettii del legno, la
leggera musica di Joystick che invadeva laria e il rumore del mare in lontananza era qualcosa di magnifico, indescrivibile. In quella quiete nulla poteva turbarci. A poco a
poco mi ero disteso sulla sabbia e Naima pian piano si era distesa acconto a me mentre Joystick si era addormentato affianco al fuoco. Dal suo volto di Joystick traspariva la
serenit di chi in pace con se stesso e con gli altri, io invece stavo piangendo lagrime di dolore.
Naima vedendomi in quello stato mi abbracci cercandomi di tranquillizzarmi dicendomi di non piangere perch non vi era alcun motivo.
- No Jimi non piangere, non piangere
Ammiro, chi conosce o ha conosciuto lamore, io non ho mai avuto questa esperienza, non ci sono persone che si chiedono cosa stia
facendo o dove io ero, non ricevo amore, non ho mai veramente vissuto. Non vi niente di pi stupendo, nella vita, che trovare la propria anima gemella, amarla fino alla
follia e poterle dare tutto il proprio affetto e tutto il proprio amore. Nulla distrugge luomo quanto la perdita dellamore, tuttavia preferisco averlo perduto che non
averlo mai conosciuto.
- Vorrei esser un fiocco di neve che non cade in nessun luogo
Disteso sulla sabbia osservo la luna piena, luna che risplende limpida nel cielo e nel mare, mare che non ha mai perso la sua
bellezza, bellezza innata e senza fine, stupenda nella sua semplicit.
Stavo un po meglio
Chiesi a Naima dove era fisicamente
- Sono nel mio furgoncino sopra le sopraelevate
Le chiesi se poteva fare rotta verso la casa di Joystick
- Perch non andiamo tutti a casa mia?
- mm daccordo. Ok!

Vi un luogo dove i pensieri fluttuano, dove la vita sospesa e la morte solo un vacuo ricordo, dove i sentimenti sono percettibili da tutti, dove non vi sono guerre, ne
malattie, ne sofferenze, ne dolore, dove non vi sono desideri, dove l'odio non esiste e l'amore e l'amicizia abitano i cuori di tutti, questo luogo Nirvana. Luogo eterno di
pace assoluta, che non esiste in nessun posto poich esso da ricercare dentro di noi, al di fuori del tempo e dello spazio, senza confini ne limiti, senza inizio ne fine,
solo infiniti orizzonti. Questo il posto, dove le persone ritrovano se stessi, capiscono chi sono e imparano a conoscersi ed qui che io sto andando.
Scostiamo le tende e entriamo titubanti dentro il piccolo teatrino. Vi poca luce
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